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Resto al Sud, 50.000 euro per ogni giovane che investe nel Mezzogiorno

Il Governo presieduto da Paolo Gentiloni ha varato lo scorso 20 giugno 2017 il decreto legge n. 91, contenente Misure di sostegno alla nascita e alla crescita delle imprese del Mezzogiorno, convertito dal Parlamento italiano con la Legge n. 123 del 3 agosto 2017. L’articolo 1 ha istituito il programma “Resto al Sud” con il quale sovvenzionare i giovani Under 35, sia uomini sia donne, che intendano investire nel Mezzogiorno fino ad un tetto massimo di € 200.000,00.

Il progetto è finanziato con complessivi 1,250 miliardi di euro prelevati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, ripartiti dal 2017 fino al 2025. Le Regioni potranno finanziare eventuali progetti imprenditoriali esclusi per l’esaurimento delle risorse disponibili con proprie risorse (art. 15-bis del decreto convertito in legge).

Il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno è stato incaricato di redigere l’apposito Regolamento di attuazione, contenente i parametri di assegnazione dei contributi. Il decreto ministeriale al 10 settembre 2017 non era stato pubblicato, vi informeremo quando sarà disponibile. Solo al termine dell’istruttoria per la definizione dei regolamenti sarà completamente operativa la misura governativa

L’attuazione del provvedimento è stata affidata a Invitalia, che pubblicherà sul proprio portale le modalità di adesione e metterà a disposizione una apposita sezione per l’invio delle domande.

Vi pubblichiamo lo schema riepilogativo della Misura a favore dei giovani imprenditori del Mezzogiorno, “Resto al Sud”.

Area geografica di riferimento: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Beneficiari: giovani Under 35, sia donne sia uomini, residenti nell’Area geografica di riferimento o che trasferiscano la propria residenza in tale Area entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria. I giovani non devono aver beneficiato nel triennio precedente di ulteriori misure rivolte all’Autoimprenditorialità, non devono essere titolari di reddito di impresa alla data di entrata in vigore del Decreto, non deve avere un contratto a tempo indeterminato al momento dell’accettazione del finanziamento e per tutta la durata del rimborso dello stesso.
Tempi: Invitalia ha 60 giorni per valutare la domanda di ammissione al finanziamento.
Forma societaria: possono presentare domanda di adesione le società già costituite o che si costituiscano entro 60 giorni dalla data di ammissione al finanziamento nella forma di impresa individuale o di società, incluse le cooperative.
Contributo: il finanziamento prevede un massimo di euro 50.000,00 per richiedente, come da testo convertito in legge, e possono essere costituite società con più beneficiari fino ad un tetto massimo di contributo di euro 200.000,00. Queste ultime società possono essere costituite anche da soci di età superiore ai 35 anni purché non superino l’1/3 della compagine societaria e non abbiamo rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno dei soci.
Ripartizione contributo: 35 percento a fondo perduto, 65 percento a tasso agevolato pari a zero. E’ prevista l’accensione di una garanzia sui beni acquistati con il finanziamento o di altra garanzia a copertura del rischio di investimento.
Attività finanziabili: Produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, ovvero relative alla fornitura di servizi, ivi compresi i servizi turistici. Sono escluse le attività libero professionali e del commercio ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.