Niente agevolazioni contributive senza comunicazione RSPP (Chi è costui?). Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una propria sentenza dell’11 settembre 2017, confermando l’inderogabilità degli obblighi contenuti nel D.Lgs. 626/94.
La mancata comunicazione del RSPP
L’azienda aveva subito un accertamento in seguito ad un incidente mortale. Gli Organi di Vigilanza avevano approfondito i controlli, riscontrando la violazione ai sensi del D.Lgs. 626/94, all’epoca dei fatti vigente. Il datore di lavoro, nello specifico, non aveva inviato alcuna comunicazione all’Asl né all’Ispettorato del Lavoro in merito alla nomina del RSPP. Una mancanza grave, secondo le autorità, in quanto pregiudicava la funzionalità Servizio Prevenzione e Protezione aziendale. Fu disposta la revoca delle agevolazioni contributive, su cui la società ha proposto ricorso ritenendo la violazione formale.
Niente agevolazioni contributive
La Suprema Corte, con sentenza numero 21053 dell’11 settembre 2017, è stata di diverso avviso. I giudici hanno sostenuto l’inderogabilità degli obblighi contenuti nel Testo Unico, in quanto posti a tutela dei diritti costituzionalmente garantiti. A riprova dell’importanza di tale obbligo, la Cassazione ha ravvisato che la mancata comunicazione all’epoca dei fatti costituiva contravvenzione ai sensi del D.Lgs. 626/94.
Fonte: eDotto.com
