Ho sentito una miriade di volte la frase “Paghiamo un sacco di tasse all’Unione Europea e non ci rende nulla indietro” e nella maggior parte dei casi l’accento era molto più colorito, per non parlare di sintassi e modi di dire. Forse l’ho sentita troppe volte ed è per questo che mi ha affascinato il mestiere dell’Europrogettista, fino ad apprenderne gli elementi e le conoscenze necessarie per svolgerlo e a studiare le opportunità offerte dall’Unione Europea. Ecco un accenno ai finanziamenti europei per profani
Finanziamenti europei per profani – Sgombriamo il campo
Iniziamo subito a dire che sui Fondi Europei sono stati perpetrati numerosi abusi, comportando una drastica riduzione di alcuni meccanismi pensati per agevolare la società europea e divenuti strumenti per speculatori.Sgombriamo il campo anche sui costi dell’Unione Europea: solo l’1 percento del Prodotto interno lordo degli Stati membri è versato nel bilancio comunitario. Per fare un paragone, i servizi del nostro Stato, l’Italia, assorbono oltre il 40 percento del Pil è assorbito dalla spesa pubblica.
Insomma, le cose sono abbastanza differenti dalla percezione comune. Certo, molto deve migliorare, ma questo dipende dagli Stati membri e dalla società europea.
Veniamo ai finanziamenti. L’Unione Europea utilizza buona parte dei propri introiti per sovvenzionare vari programmi, sia direttamente dalla Commissione europea sia indirettamente attraverso Stati membri, Regioni ed altri organismi di attuazione. I più famosi fondi comunitari sono senz’altro il Programma Erasmus (diretti), che ha permesso a milioni di giovani europei di viaggiare e studiare all’estero, e I Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR), che finanziano interventi strutturali (mai stati in una scuola ristrutturata con tali progetti?, gestito dalle Regioni).

