Analisi cliniche, quali adempimenti per il GDPR?

Quante sono le motivazioni per accedere ad un laboratorio di analisi cliniche? Quali adempimenti analisi cliniche da svolgere? Tanti, alcuni li elenco qui sotto e tutte portano al necessario trattamento dei dati personali da parte della struttura. In alcuni casi, anche di più strutture. Cosa si deve fare per la compliance imposta dal GDPR

Check-up di controllo, mio figlio ha la bua al pancino, il dottore vuole vederci chiaro sulle mie continue nevralgie, etc.etc.

Come già detto qualche giorno fa a proposito dell’ambito sanitario (leggi l’apposito articolo) il Regolamento europeo per la protezione dei dati personali, magari più avanti lo chiamo solo Regolamento per brevità, ha riformato e snellito fortemente la burocrazia per quanti operano in questi settori. Tra gli adempimenti analisi cliniche bisogna ricordare che le cose importanti sono fondamentalmente due:

  • la finalità del trattamento deve essere per interesse pubblico o per finalità di cura;
  • i dati personali siano trattati da soggetti sottoposti al segreto professionale o comunque all’obbligo della segretezza conformemente al diritto dell’Unione o degli Stati membri

Come sempre andiamo con ordine.

Interesse pubblico

Come già riferito nell’articolo sopra menzionato (leggilo se l’hai perso) l’interesse pubblico è presente, ma limitato. E’ interesse pubblico la tutela della salute durante una calamità o durante un emergenza. Non è interesse pubblico l’acquisizione dei dati sanitari per l’accesso ad un concerto (salvo ipotesi estreme come la pandemia del coronavirus imperversante mentre scrivo)

Finalità di cura

Le finalità di cura per il GDPR sono menzionate all’articolo 9, comma 2, lettera h). Vi evito la ricerca e ve lo riporto qui di seguito:

Il Trattamento è necessario per finalità di medicina preventiva o di medicina del lavoro, valutazione della capacità lavorativa del dipendente, diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale ovvero gestione dei sistemi e servizi sanitari o sociali sulla base del diritto dell’Unione o degli Stati membri o conformemente al contratto con un professionista della sanità, fatte salve le condizioni e garanzie di cui al paragrafo 3.

Ho evidenziato in grassetto medicina preventiva e diagnosi perché ciò che fanno i laboratori di analisi cliniche sono medicina preventiva e assistono alla diagnosi.

Rimane solo un appunto da sviluppare: il necessario segreto.

Il paragrafo 3 dell’articolo 9 parla chiaro:

I dati personali di cui al paragrafo 1 possono essere trattati per le finalità di cui al paragrafo 2, lettera h), se tali dati sono trattati da o sotto la responsabilità di un professionista soggetto al segreto professionale conformemente al diritto dell’Unione o degli Stati membri o alle norme stabilite dagli organismi nazionali competenti o da altra persona anch’essa soggetta all’obbligo di segretezza conformemente al diritto dell’Unione o degli Stati membri o alle norme stabilite dagli organismi nazionali competenti

Il Codice deontologico

Fatto salvo quanto appena riferito, ricordiamo che il Codice deontologico dell’Ordine dei Biologi, a cui è demandata la guida sanitari di simili strutture, riferisce all’articolo 7:

7.1 Il Biologo deve ispirare la sua condotta al riserbo sul contenuto della prestazione e a tutto ciò di cui sia venuto a conoscenza nell’esecuzione della medesima.

(…)

7.3. Il Biologo è tenuto a richiedere il rispetto del dovere di riservatezza a coloro che hanno collaborato alla prestazione professionale, nonché a creare le condizioni affinché la stessa sia mantenuta riservata da parte dei dipendenti e da tutti coloro che, non iscritti all’Ordine, operano a qualunque titolo, nel suo studio o per conto dello stesso

Tutto questo per dire: non c’è bisogno del consenso nell’accesso ai laboratori di analisi. Uff… che fatica!

Sempre sempre non serve il consenso? Adesso volete troppo, in alcuni casi è ancora necessario.

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